Roberto Centazzo “Toccalossi e l’impicciona”, Fratelli Frilli editori

Venerdì 13 febbraio 2015, lo scrittore Roberto Centazzo ha presentato presso la nostra libreria  il suo ultimo romanzo “Toccalossi e l’impicciona”, Fratelli Frilli Editori, nell’ambito della rassegna “A Orlando piace il giallo”.

Biografia
Donatella Tralci Roberto Centazzo
Donatella Tralci e Roberto Centazzo

Roberto Centazzo, in giovane età, attorno ai sette anni, decide che da grande avrebbe fatto lo scrittore. Di polizieschi. Non sapendo come fare a pubblicare un romanzo, inizia a specializzarsi: si laurea in giurisprudenza col massimo dei voti, esercita la pratica forense, consegue l’abilitazione all’insegnamento e poi, per conoscere da vicino le tecniche investigative, si arruola in Polizia (attualmente è ispettore capo). Nel frattempo legge un brano di Rilke che per lui è come una folgorazione”

così si presenta l’autore nel suo sito web http://robertocentazzo.altervista.org/index.html

La serie di romanzi che hanno come protagonista il giudice Toccalossi è nata nel 2010 quando, la casa editrice Fratelli Frilli editore di Genova, ha dato alle stampe “Giudice Toccalossi. Un ‘indagine all’ombra della torretta”

“Mi sono ispirato ad un personaggio vero che, come succede spesso a Toccalossi, passa le notti in ufficio costringendo anche i  colleghi a farlo. Non ho voluto raccontare un supereroe, ma una persona normale e lo si capisce anche dai suoi ragionamenti che si intrecciano tra indagini e vita privata”

Spinto dal successo ottenuto dal suo romanzo, Centazzo ha continuato a scrivere le avventure del suo personaggio che è apparso nei seguenti volumi:

  • “Toccalossi e il fascicolo del’44” (2011)
  • Toccalossi e il boss Cardellino. Genova, 1977 (2012)
  • Toccalossi cerca casa (2013)
  • Signor Giudice basta un pareggio (2013), Tea edizioni, scritto a quattro mani con il giornalista Fabio Pozzo,  secondo classificato al Premio Lomellina in Giallo ed. 2013;

Il libro che abbiamo presentato questo pomeriggio è l’ultimo romanzo della serie e si intitola “Toccalossi e l’impicciona”: qui  il procuratore deve indagare sulla morte di un uomo finito sotto un treno; ad affiancare Toccalossi nelle varie fasi del caso il maresciallo Centofanti che durante lo svolgimento della storia vivrà un seria crisi personale che sfocerà nel licenziamento; negli episodi in cui da voce al malessere del giovane, l’autore ne approfitta per dare voce ad amare considerazioni sulla vita dei poliziotti.

“La gente confonde ed individua nella divisa, il responsabile di tutto, il rappresentato dello stato. Difficilmente pensa che chi la indossa è soltanto uno stipendiato, con i suoi stessi problemi, che è mal pagato, costretto a turni massacranti all’interno di un’organizzazione perennemente sotto organico. Con una differenza, però. Enorme. Non può nemmeno ribellarsi. Gli è proibito anche scioperare”

Ma uno dei personaggi più riusciti del romanzo è quello dell’impicciona Nerina che con le sue elucubrazioni e i suoi maldestri tentativi di occuparsi delle indagini ci regala degli episodi teneramente divertenti.

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