Maria Teresa Valle “La guaritrice”, Fratelli Frilli editori

Maria Teresa Valle ed Emanuela Tralci durante la presentazione

Il 21 luglio 2014 è avvenuto il secondo appuntamento della rassegna “Estate in giallo”; la presentazione è avvenuta presso il corner estivo della libreria Mondadori, allestito nell’Hotel Parigi di Bordighera, sul lungomare Argentina.

La scrittrice che abbiamo conosciuto durante la serata si chiama Maria Teresa Valle: originaria di Varazze (Sv) , vive attualmente a Genova dove ha lavorato, in qualità di Dirigente Biologa, per 35 anni all’Ospedale San Martino; dopo il pensionamento ha finalmente potuto dedicarsi alla sua passione: la scrittura. Nel 2008 ha pubblicato per i Fratelli Frill editori  il suo primo romanzo “La morte torna a settembre”(2008), cui sono seguiti “Le tracce del lupo”(2009), “Le trame della seta”(2010), “L’eredità di zia Evelina”(2012), “Il conto da pagare”(2013) e “La guaritrice”(2014).

In questo capitolo delle indagini di Maria Viani, la protagonista “costringe” il marito ad intraprendere un  viaggio in macchina fino a Londra, perché ha paura dell’aereo; durante le tante ore trascorse in auto, la donna coglie l’occasione per raccontare all’uomo un episodio capitatole nel 1955 quando era bambina ed abitava ancora a Varazze.

I fatti riguardano la prima indagine che Maria bambina, grazie all’aiuto del nonno, ha svolto: svelare  la verità sulla morte dell’anziana guaritrice del paese; la bambina non crede che sia stato un incidente: a convincerla sono le parole della nipotina dell’anziana donna deceduta. ” Diceva sempre che il pericolo più grande per i vecchi è cadere, che se cadono e si rompono il femore non si salvano. Non dava la cera ai pavimenti per paura di scivolare, ci vedeva bene e si muoveva sempre lentamente, faceva attenzione a non urtare i mobili e a non inciampare. Era proprio una mania..” confida la bambina alla compagna di classe Maria.

Maria è “curiosa e vuole sapere sempre il perché delle cose”.

Forte di una descrizione accurata e poetica, il romanzo si svolge su due piani temporali: la linea narrativa che si svolge nel passato offre alla scrittrice la possibilità di farci conoscere Maria bambina e di tratteggiare il suo legame molto intenso con il nonno, particolarmente commovente per chi, come me, ha vissuto un rapporto analogo da bambina.

“Apre il suo quaderno segreto e scrive” E’ questo che fa, quando è triste. Quando è allegra. Quando è annoiata, o in qualunque momento abbia qualcosa da raccontare. Le parole escono a fiumi dalla sua Bic. Scorrono svelte sulla carta e restano imprigionate tra le righe sottili. Vere più dei pensieri. Restano lì sul foglio immutate anche quando il ricordo è sbiadito. Dimenticato. Le parole non dimenticano. Le parole restano lì”.

Maria Teresa ci ha svelato il suo  legame  molto intenso con il suo alter ego letterario: in Maria Viani ha riversato molti tratti del suo carattere, l’attrazione irresistibile per le indagini poliziesche e l’amore sconfinato per la scrittura: letti sotto questa ottica gli aneddoti che  scopriamo nel corso della lettura assumono un significato particolare perché ispirati ad episodi della  vita dell’autrice… quale sarà il confine tra l’autobiografia e la finzione letteraria?

L’ambientazione nel passato offre inoltra la possibilità di rievocare consuetudini, credenze e modi di vivere propri dell’epoca in cui è ambientato il romanzo, ricostruendone in modo accurato l’atmosfera.

La copertina del libro

Particolare merito inoltre, tra i vari elementi della trama, è quello di prestare particolare cura all’ambientazione della vicenda; i luoghi dove si svolge la vicenda sono rappresentati in maniera vivace, meticolosa in modo tale da essere immediatamente riconoscibili dai lettori, che hanno così la possibilità di “vedere” il territorio attraverso le magistrali descrizioni dell’autrice.

http://www.mariateresavalle.it/

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