Le vie del sale

Il momento dell’incontro con il gruppo degli Artusin sul Marabutto

Il 20 e 21 giugno 2014 sha avvuto luogo la manifestazione la “Le vie del sale”, organizzata da Luca Falco, con la collaborazione delle associazioni Fuoriasse di Bordighera e Il Ponte di Vallecrosia.

Il tema dell’evento è ispirato ai luogo del romanzo “La vite e la rosa” che Luca Falco ha pubblicato nel 2013: uno percorso storico che permetteva il collegamento tra  la costa ligure e il Basso Piemonte per il trasporto del prezioso minerale.

Lo spettacolo  è iniziato nel pomeriggio con l’incontro, avvenuto nella pineta antistante il centro storico di Bordighera, tra i cavalieri provenienti da Camporosso e il gruppo Artusin  giunto da Roccaforte di Mondovì ed è proseguito in serata sul sagrato della  chiesa parrocchiale di Bordighera alta dove si sono alternati letture a tema (in collaborazione della Libreria Mondadori di Bordighera), balli occitani ed esibizioni della Corale Monte Caggio

Qui di seguito i testi di alcune delle letture svolte, tratti da “La vite e la Rosa” di Luca Falco e Bufera di Danilo Balestra

Descrizione della parrocchia di Santa Maria Maddalena

I lavori di costruzione della chiesa furono completati agli inizi del 1900 da Padre Giacomo Viale, un frate dell’ordine dei Frati Minori, che dedico la sua vita e 1e sue capacita alla comunita di Bordighera. Fu un uomo di grade statura morale, stimato da tutti gli abitanti dell’epoca anche stranieri, soprattutto dalla comunita inglese, presenza turistica preponderante agli inizi del secolo scorso. Fu lui che, grazie alla sua caparbieta, riusci a raccogliere i fondi per dorare gli stucchi. Volle dedicare una cappella alla Madonna di Lourdes ed una al nostro Santo Patrono Ampelio: é quella con le statue laterali in marmo. Vedete una regge tra le mani i chiodi che sfilo Giuseppe D’Arimatea dal corpo di Gesù dopo che Pilato gli diede il permesso di deporlo dalla croce, l’altra invece sembrerebbe stringere un rotolo, ma non saprei dirvi che significato abbia. L’anomalia piu grande di questa Chiesa, che ha spesso dato adito a speculazioni di ignoranti, é l’altare maggiore dedicato alla prostituta pentita, dove appunto c’é la monumentale statua marmorea della Maddalena in gloria, databile fra fine 1600 e gli inizi del 1700.

Panorama di Bordighera

L’uscita autostradale di Bordighera si trovava sulla prima collina. Imboccò Via Generale Vincenzo Rossi 6 guardando verso la Francia, l’emozione del panorama gli fece mancare il respiro. L’atmosfera era tersa, senza foschia sul mare e la visibilità calcolò superasse le cento miglia nautiche, perché si potevano scorgere in lontananza le isole dell’arcipelago delle Porquerolles. La strada per raggiungere il centro delle città delle Palme, degradava lentamente in un gioco di tornanti sino al livello del mare, confermando la teoria della sfericità del nostro pianeta. Mano a mano che si scendeva infatti le isole venivano inghiottite dalla linea dell’orizzonte, sino a sparire completamente alla vista.

La prima neve

La montagna era diventata silenziosa, come so all’improvviso tutto quanto si fosse fermato per fare posto alla prima neve. Solo noi ci muovevamo nel bosco, solo noi interrompevamo quell’atmosfera fatata, piena di attesa e di stupore; noi che ci trascinavamo tra i lanci, in mezzo ai fiocchi che venivano giù dai cielo. Di quei primi momenti ricordo la meraviglia sul volto dei miei due compagni d’avventura. Sembravano assorti, come se non avessero mai visto una nevicata prima di allora. Guardai a lungo Clara, perché temevo da parte sua una crisi di sconforto, invece non c’era in lei alcuna preoccupazione, anzi, piuttosto un misto di stupore e divertimento. In parte ne fui contento e, per dire 1e cose come stanno, anch’io in un primo momento fui contagiato dalla loro sorpresa. Anche a me, per qualche minuto, piacque camminare in mezzo a quella coltre sottile, fatta di tanti fili sottili Che sembravano venirci incontro per poi scostarsi al nostro passaggio.‘

La chiesetta di sant’Ampelio

“Proseguirono nella discesa sino ai piano della cripta divisa in due absidi, il profumo della salsedine filtrava dalla stretta apertura passa la luce, costruita in modo che l’acqua delle mareggiate non potesse penetrare all’interno della grotta. L’intera cripta era lungi dall’essere scura e malsana anzi, grazie a questi particolari costruttivi, risultava essere leggermente illuminata e fresca. Alice memore della Visita Che fece durante l’ultimo anno di Liceo con la zia e il vecchio Parroco, continuava a far da Cicerone ad Andrea: “Il pavimento mi ha sempre affascinato: è molto semplice, fatto con i ciottoli. Questo tipo di architettura non é cosi usuale, la doppia abside è databile tra il Decimo e l’Undicesimo secolo. Un lato lo usavano per le celebrazioni dei culto, invece nell’altro ci sono le due pietre, che secondo la tradizione erano il giaciglio e il cuscino del Santo mentre era in vita e poi dopo la sua morte ne hanno accolto le reliquie. Vedi i graffiti sui muri, 1i hanno lasciati le coppie che sino al 1960, approfittando di un’apertura laterale ora chiusa, venivano a cercare un po’ d’intimità all’interno della grotta…”

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