“La Mondadori al Caffè Mondino. Apericena con l’autore”: Luca Falco, “La vite e la rosa”, ed. Massetti Rodella Editori.

Il 12 novembre 2013 ha avuto luogo il secondo incontro della rassegna “La Mondadori al Caffè Mondino. Apericena con l’autore”: protagonista del secondo incontro è stato Luca Falco, autore di “La vite e la rosa”, ed. Massetti Rodella, che avevamo già avuto modo di presentare in libreria lo scorso giugno.

La presentazione del libro è stata preceduta da una degustazioni di vini offerta dal Signor Anfosso, titolare della Cantina Vini di Rossese Tenuta Anfosso

Il volume, giunto alla seconda ristampa, prende il titolo dall’abitudine dei vignaioli piemontesi di piantare una piante di rose all’inizio di un filare perchè la pianta funga da sentinella: il manifestarsi di sintomi di ingiallimento o  altre patologie indica che la zona è stata infestata dai parassiti o presenta carenze minerali.

Scritto con uno stile fresco e vivace, l’autore riesce a mantenere costantemente viva la curiosità del lettore ambientando ogni tappa delle avventure di Alice ed Andrea in un luogo reale e ben riconoscibile, ma del quale svela dettagli e curiosità che non sfigurerebbero in un romanzo di Dan Brown.

Una di queste curiosità, ad esempio riguarda Prea, una frazione del comune di Roccaforte Mondovì, situata lungo l’alta valle Ellero; Secondo quanto sostenuto da Falco, in un antico codice  proveniente da Montmajour (vicino ad Arles, Provenza) c’è un breve riferimento ad un’antica comunità cristiana, insediata nei primi secoli dopo Cristo in prossimità di questa frazione; oggi si presenta come un caratteristico borgo medievale, in cui il luogo più caratteristico è rappresentato dalla Chiesa parrocchiale dedicata alla Santissima Trinità: sulla facciata della chiesa c’è una palma mossa dal vento…

“Il borgo alpino era stato costruito, in posizione leggermente sopraelevata sul versante Est del fiume Ellero, in epoca medioevale. Sembrava che il nome Prea, derivasse da un antica e grossa pietra posta all’ingresso del paese, sotto la quale i primi profughi avrebbero trovato riparo dopo l’affrettato e misterioso abbandono di Subtenianum.”

Lo scrittore con Emanuela Tralci, Donatella Tralci e Lara Marchesini

Un altro riferimento molto importante è quello che riguarda una delle chiese della nostra città: la parrocchia di Santa Maria Maddalena, una delle pochissime in Italia dedicata alla santa

“L’anomalia più grande di questa Chiesa, che ha spesso dato adito a speculazioni di ignoranti, é l’altare maggiore dedicato alla prostituta pentita, dove appunto c’é la monumentale statua marmorea della Maddalena in gloria, databile fra fine 1600 e gli inizi del 1700.”

Questi ed altri aneddoti svelati nel corso della lunga chiacchierata con l’autore hanno reso l’inconto piacevole ed istruttivo

Facciata della chiesa di Santa Maria Maddalena. Paese alto
Campanile
Statua della Maddalena in estasi, bottega di Domenico Parodi

 

 

Facciata della chiesa di Prea
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