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JOHN STEINBECK, UOMINI E TOPI

Nel 1937 venne pubblicato il romanzo “Uomini e topi” di John Steinbeck

Il titolo del libro prende spunto da una poesia di Robert Burns “A un topo, buttandogli all’aria il suo nido con l’aratro/”il vomere spietato/il nido ha devastato./Quel mucchiettino di stoppie e di foglie/ti era costato un lungo rosicare.”

Nelle poesia di Burns si posso già intuire i temi che l’autore tratterà nel suo romanzo, primo fra tutti la durezza della vita per i braccianti privati di una casa, durante le Dust Dowl, le tempeste di sabbia che costrinse i contadini a migrare verso la California in cerca di una vita migliore; lo scrittore conosceva a fondo il problema avendo realizzato una serie di articoli di denuncia per il “San Francisco News” nel 1936, che confluiranno, più tardi, nel suo romanzo più famoso “Furore”.

GEORGE E LENNIE

La figura del topo si ritrova nella scena iniziale del libro: uno dei due personaggi principali stringe in tasca un animaletto morto; i due uomini sono George, un uomo piccolo, ignorante ma intelligente, e Lennie, gigantesco ma con un lieve ritardo mentale, inconsapevole della sua forza fisica. Sono appena scappati da una città perché Lennie era stato ingiustamente accusato di stupro. Prima di raggiungere la nuova meta si fermano per la notte in una radura, presso un laghetto; George racconta nuovamente a Lennie del loro sogno di comprare un pezzo di terra, per lavorarlo ed allevare conigli.

L’ARRIVO AL RANCH

Nella nuova fattoria dove trovano lavoro i due fanno la conoscenza di Candy, un vecchio senza una mano, che vive in compagnia di un vecchio cane e di Curley, il figlio del capo, che ama tormentare gli uomini, e di altri personaggi di cui faremo la conoscenza più tardi.

Malgrado siano tutti accomunati dalla stessa sorte di miseria, i rapporti nel ranch sono tesi: la vita è miserabile, i rapporti tra gli uomini sono basati sulla paura e sulla sopraffazione dei più forti sui più deboli.

La società rappresentata in questo capitolo è una realtà dove i deboli non vengono tenuti in considerazione o protetti. il potere è in mano ad un uomo che non lo ha meritato ma che lo detiene solo perché è il figlio del capo; i braccianti lo disprezzano e lui cerca di rafforzare la sua autorità con la violenza e la sopraffazione.

A fare da contralto alla figura di Curley c’è il personaggio di Slim, il capo dei braccianti, autorevole e rispettato; la sua forza deriva dalla consapevolezza di se stesso e dei suoi meriti, è quello che oggi definiremmo un ”leader naturale”, impone il suo potere con il carattere, non con la prepotenza.

George discutendo con gli altri braccianti gli rivela il suo sogno di comprare un pezzo di terreno e Candy chiede di poter far parte anche lui dell’impresa, offrendo tutti i suoi risparmi pur di poter stare con loro.

IL CANE DI CANDY

Curley si diverte a tormentare Candy: insiste affinché il povero cane venga ucciso perchè ormai è vecchio ed inutile, col pretesto che così potrà mettere fine alle sofferenze della povera bestia – un meschino atto di sopraffazione che priva il vecchio della sua unica compagnia.

Dopo aver fatto sopprimere il cane, Curley, non pago, è alla ricerca di un altra persona da tormentare: accusa Slim di “scherzare” con la moglie, ma l’uomo nega con fermezza; il meschino “capetto” sa che non può avere la meglio sulla quieta forza dell’uomo e inizia a tormentare Lennie; scoppia una rissa e Lennie schiaccia la mano di Curley.

CROOKS

Crook deve il suo soprannome alla schiena storta; è l’unico uomo di colore ad abitare nel ranch e come tale non può dormire nel dormitorio con gli altri uomini; passa molto del suo tempo a leggere; malgrado tutto questo anche lui non resisterà alla tentazione di tormentare Lennie dicendogli che George è ferito e non tornerà, ma di fronte all’ingenuità dell’omone cambia idea e lo accoglie nel dormitorio; Lennie gli confida il “Sogno” di possedere un pezzo di terra e Crooks, perennemente preoccupato di essere mandato via a causa della sua menomazione, chiede se può andare con loro.

Poco dopo i due uomini vengono raggiunti anche da Candy e dalla moglie di Curley, una donna appariscente, dalla vocetta nasale, che si diverte a flirtare con gli uomini.

Durante il corso del capitolo tutti i personaggi racconteranno della loro solitudine e della loro disillusione nei confronti della vita. Con il rapporto di amicizia fra i George e Lennie e il loro prendersi cura l’uno dell’altro l’autore sembra suggerire una soluzione alla sofferenza umana; la scena nel dormitorio di Crooks è tragica. malgrado tutti i personaggi siano acutamente consapevoli della loro inferiorità fisica e sociale non fanno niente per mettersi d’accordo, anzi ognuno cerca di affermare la sua forza minacciando gli altri.

LA MOGLIE DI CURLEY

Mentre gli uomini all’esterno stanno giocando coi ferri di cavallo la moglie di Curley raggiunge Lennie nel fienile; l’uomo è triste perché ha appena ucciso il cucciolo che gli era stato regalato; la donna rassicura Lennie e gli confida la sua infelicità, della sua illusione, da giovane, di diventare una stella del cinema e di aver accettato di sposare Curley, che non ama, solo perché non aveva altra alternativa.

La moglie di Curley è l’unico personaggio a non avere un nome; ciò è dovuto alla particolare struttura del libro: destinato inizialmente a diventare un racconto per ragazzi, è diventato durante la stesura lo spunto per uno spettacolo teatrale; i personaggi pur carichi di umanità sono al tempo stesso tipicizzati: la moglie di Curley rappresenta la tentazione; chi legge nel libro anche una rappresentazione della cacciata dal Paradiso Terrestre ritrova in questo personaggio la figura di Eva.

L’intento di Steinbeck di fare del libro una sceneggiatura si riflette anche nello stile di scrittura: le descrizioni sono più sintetiche che in altri libri, prive di giudizi morali sui comportamenti dei personaggi; la storia “procede” principalmente attraverso i dialoghi.

Una delle difficoltà maggiori incontrate dai traduttori del libro è stata quella di riprodurre il “parlato” dei braccianti agricoli dell’epoca, sgrammaticato e pino di termini gergali.

IL FINALE TRAGICO

Mentre discutono Lennie uccide involontariamente la moglie di Curley.

Quando George e Candy scoprono il cadavere della donna, il vecchio chiede se il loro sogno di poter comprare un pezzo di terra, malgrado quello che è successo, si potrà ancora avverare, ma George gli confida che era solo una storia che raccontava a Lennie, perchè all’amico piaceva sentirla.

George raggiunge Lennie alla radura col laghetto, gli racconta il sogno per l’ultima volta e lo uccide.

I sogni non hanno posto in un mondo pieno di ingiustizie e avversità.