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IL POMPIERE, LA BAMBINA E CAPITAN MUTANDA

La censura è uno degli strumenti più vergognosi che si possono utilizzare per impedire la libertà di pensiero e di espressione del le persone.

Uno degli esempi più clamorosi della censura, imposta dallo stato a danno della cultura, sono i roghi organizzati dal regime nazista nel 1933 quando vennero bruciati pubblicamente tutti i libri “contrari allo spirito tedesco”.

In quella tristissima occasione vennero eliminati all’incirca un milioni di libri; purtroppo quella non fu l’unica occasione in cui le autorità si sono arrogate il diritto di censurare libri considerati immorali, nocivi e dannosi per un motivo qualsiasi.

“Fahreneit 451” (1953) e’ un romanzo distopico dove l’autore immagina una società futura dove i libri sono dichiarati fuorilegge ed è stato istituito un apposito organo di stato allo scopo di scovare e distruggere col fuoco tutti i volumi in circolazione; il protagonista, Guy Montag, all’inizio è un fanatico sostenitore della causa ma, durante lo svolgimento della vicenda, cambia radicalmente idea, tanto da entrare a far parte di un gruppo di resistenza che si occupa di conservare, in modo singolare, il maggiore numero di testi possibile.

L’intento di Bradbury nello scrivere il suo romanzo era di mettere in guardia il pubblico contro il possibile ruolo negativo che i nuovi mass media – radio e televisione – che si stavano affermando all’epoca, avrebbero potuto avere a danno dei libri; dalla manipolazione delle informazioni, da parte dello stato, per mezzo di tali strumenti e condannare l’uso della censura da parte del governo.

Il tema della censura è stato affrontato anche nel libro “Proibito leggere” di Alan Gratz, pubblicato lo scorso anno da Mondadori;  è la storia di Amy, avida lettrice, che un giorno recandosi in biblioteca si accorge che non può prendere in prestito “Fuga al museo” di E. L. Konigsburg perché il libro è stato bandito. La bambina prima rimane scioccata da questa situazione poi, insieme ad altri bambini, riesce a ribellarsi alla situazione e a convincere gli adulti a rimettere in libreria tutti i libri proibiti.

Ho letto con piacere questo piccolo capolavoro perché l’autore riesce a trasmette tutto il suo amore per i libri e il suo disprezzo verso la censura con semplicità, costuendo una storia piena di trovate bizzarre e divertenti… in un episodio ad esempio la bambina incontra Dav Pilckey, autore della serie di libri su “Capitan Mutanda”, che diventa un testimonial della loro campagna sulla libertà di lettura; sul momento ho riso tanto sull’assurdità della situazione ( “Pensa cosa è venuto in mente a Gratz” – ho pensato – “mettere capitan Mutanda nella lista di libri fuorilegge!”); non mi ha fatto ridere per niente, invece, la lista di libri che l’autore ha pubblicato al termine del romanzo in cui si scopre che TUTTI i libri citati nel corso della storia sono stati, per i motivi più disparati, banditi dalle librerie statunitensi. Anche Capitan Mutanda.

Anche “Fahreneit 451”, ironico vero?