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I RESUSCITATORI

MARY SHELLEY, FRANKENSTEIN, OSCAR MONDADORI

PET SEMETARY, STEPHEN KING, SPERLING & KUPFER

IL RESUSCITATORE, LORENZO BECCATI, DEAPLANETA

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“La sventura di un uomo geniale che tenta di appropriarsi di un potere che appartiene solo agli dei” (Stephen King)

Spesso parlando del capolavoro di Mary Shelley nella mente si forma l’immagine della Creatura e si tende a dimenticare che il protagonista del romanzo è lo scienziato che, ispirandosi agli esperimenti scientifici in voga al tempo, tenta di infondere la vita a pezzi di cadavere; i migliori romanzi dell’orrore, quelli che entrano di prepotenza nell’immaginario collettivo, attingono la loro materia nella parte più oscura e irrazionale dell’animo umano: in questo caso il terrore che ci incuta l’acuta consapevolezza della nostra mortalità e i tentativi disperati e assurdi dagli esseri umani per sfuggire alla fine; questo tema è stato affrontato anche da Stephen King in Pet Semetary: il tentativo del suo protagonista di superare i limiti imposti da Dio (o dalla Natura se preferite) ha prevedibilmente delle conseguenze spaventose.

Curiosità: lo scienziato a cui si è ispirata Mary Shelley per il suo romanzo è esistito veramente: si chiamava Giovanni Aldini e ha girato mezza Europa presentando nei teatri i suoi macabri spettacoli; i suoi studi hanno dato origine alle moderne tecniche di rianimazione con defribillatore; Lorenzo Beccati ha recentemente pubblicato un romanzo, intitolato “Il resuscitatore”, sulla vita di questo singolare scienziato dove, alle descrizioni dei macabri spettacoli, si alternano le indagini di una detective story alla manieradi Edgar Allan Poe o Arthur Conan Doyle.