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HANSEL E GRETEL

La ricerca della primitiva condizione di sicurezza che abbiamo sperimentato durante i 9 mesi di permanenza nel ventre materno è’ un’aspirazione che ci accompagna per tutta la vita, ma è particolarmente sentito dai bambini durante i primi anni dello sviluppo, quando inizi l’inserimento nella scuola dell’infanzia.

La fiaba di Hansel e Gretel, trascritta per la prima volta nella raccolta “Fiabe dei bambini e del focolare” dei Fratelli Grimm nel 1812 si focalizza in modo particolare su questo timore che occupa la mente del bambino durante lo sviluppo e offre, in maniera simbolica, degli strumenti per affrontare questa preoccupazione assillante e risolverla.

Ambientata nel Germania del XVII, nella versione dei Grimm, in realtà ha un’origine molto più antica e si riferisce alla pratica diffusa nel medioevo di abbandonare od uccidere i figli durante i periodi di scarsità di cibo o dopo guerre ed epidemie. Altre fonti invece leggono nella pratica dell’abbandono un rito di passaggio che suggellava il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Degno di attenzione nella fase iniziale della storia il fatto che a prendere la decisione di abbandonare i bambini nel bosco sia la madre che per il bambino rappresenta la fonte di nutrimento.

Il gesto crudele compiuto dalla madre, che nelle versioni più recenti della storia viene mutata in matrigna, simboleggia le paure provate dal bambino quando, durante la crescita, sperimenta le prime uscite nel mondo esterno – l’inizio dell’asilo – , la ricerca della propria autonomia e del proprio posto nel mondo esterno.

Un’altra figura femminile associata al cibo e all’oralità è la strega che i fratelli incontrano nel bosco dopo aver provato per due volte, senza successo, di ritornare a casa. La strega vive nella celebre casetta di marzapane dove tutto – pavimento, pareti, tetto, ecc. – è costruito di dolci, marzapane ed altre leccornie; i bambini, stremati dopo il lungo vagabondare nella foresta si cibano della casa con avidità.

Il loro sollievo però e’ destinato ad esaudirsi subito perché nella casa la padrona di casa, che sembra una vecchietta innocente in realtà è una strega cannibale che, con l’inganno della casetta, attira i bambini che si perdono nella foresta e dopo averli catturati li uccide per sfamarsi. Anche ai due fratelli protagonisti della storia sembra toccare la stessa sorte: Hansel viene rinchiuso in una gabbia, ad ingrassare, mentre Gretel diventa schiava della vecchia strega.

Grazie ad uno stratagemma Gretel riesce a rimandare il momento dell’uccisione del fratello, ma quando alla fine viene messa alle strette dalla strega, la uccide infilandola nel forno arroventato.

Prima di fuggire i due bambini scoprono, nascosto in un vaso, il tesoro della strega.

Tornati a casa vengono riaccolti nella casa natale dove, nel frattempo la madre/matrigna e’ morta. Degno di essere sottolineato il fatto che la morte della strega coincide con la morte della genitrice crudele.