Fabio Beccacini “Ultimi fuochi per Paludi”, Fratelli Frilli editori

Emanuela Tralci, Donatella Tralci e Fabio Beccacini

Il quarto appuntamento della rassegna “Estate in giallo” ha avuto come protagonista Fabio Beccacini che ha presentato il noir “Ultimi fuochi per Paludi”, Fratelli Frilli editori.

 

 

 

Secondo quanto recita il suo sito web

“Sono nato a Imperia nel 1977, l’anno del punk e di Guerre Stellari. E di qualche altra faccenda un po’ meno pulita del nostro paese. Sono Europeo, come un gatto bastardo. Mi trovate spesso a Torino, a mettere i dischi in club fumosi, o in ogni qualsiasi altra città presa a caso sulla mappa geografica. Randagio. Sono membro fondatore di ToriNoir.  I miei ultimi romanzi sono ‘Mentre Torino Dorme’, ‘Ultimi fuochi per Paludi’, ‘Sushi sotto la Mole’, ‘Giorgio Paludi, 44 anni il giorno dei santi’ e ‘Via del Campo’ (ed. Frilli). Purtroppo ne sto scrivendo di nuovi.”

“Ultimi fuochi per Paludi”, terzo episodio delle indagini di Giorgio Paludi, è l’argomento dell’intervista; il personaggio ha fatto la sua prima comparsa nel 2008 in “Giorgio Paludi 44 anni il giorno dei santi”; mentre nel 2010 è stato pubblicato “Sushi sotto la mole”, secondo episodio della serie. Tutti e tre i libri sono stati pubblicati dalla casa editrice Fratelli Frilli di Genova.

La copertina del libro

In apertura del romanzo troviamo Paludi che conclude positivamente un’indagine, con l’ arresto di una banda che compie furti di rame –  i “dannati dell’oro rosso” – immigrati clandestini costretti, dalla criminalità organizzata, a trafugare il prezioso metallo in cambio di pochi spiccioli; ma la vicenda si complica perché Muscalu Ocit, uno dei testimoni chiave della vicenda, viene ritrovato morto.

Questa prima linea narrativa si alterna con il racconto del rapimento e poi della misteriosa morte di Amati “mister carabina”, ricco proprietario di una grande fabbrica d’armi; i due casi, apparentemente slegati, costringeranno il nostro commissario ad un’indagine particolarmente complessa che permette all’autore di muovere il suo personaggio nelle zone più disparate di Torino.

I luoghi in cui si muove Paludi sono ricostruiti in maniera meticolosa; ogni zona prende vita grazie a descrizioni accurate: Beccacini non si limita a descrivere gli ambienti da un punto di vista oggettivo, ma mette particolare cura nel ricrearne l’atmosfera: dal degrado morale degli immigrati che si fanno la guerra per il pulmino della scuola, a quello dei quartieri alti che, dietro una facciata di perbenismo, nascondono uno squallido vuoto morale: il noir esce dai confini del genere per diventare indagine sociologica.

Giorgio Paludi è, ad un primo sguardo, il classico poliziotto da noir: scontroso, cinico, con un rapporto disfunzionale con le donne; degno di nota il fatto che a crearlo è un uomo molto più giovane di lui che, malgrado la differenza di età, è riuscito a creare un personaggio autentico, psicologicamente realistico.

Per quanto riguarda lo stile di scrittura Beccacini non adotta il ritmo veloce, sincopato tipico dei noir nostrani o americani: il suo linguaggio spazia senza problemi dallo stile giornalistico a quello più propriamente narrativo, dal lessico accurato.

http://fa4010.wixsite.com/beccacini

 

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