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CHRISTINA ROSSETTI

“Se la Regina mi consultasse per sapere chi è degno di essere proclamato Poeta Laureato, io direi: per una volta, Madame, prendete in considerazione una signora!” con queste parole lo scrittore e matematico Lewis Carroll espresse tutta la sua stima per la poetessa Christina Rossetti, attualmente considerata la più grande poetessa del periodo vittoriano.

Christina Rossetti nacque in Gran Bretagna ma i suoi genitori erano originari di Vasto in Abruzzo; si trasferirono a Londra dall’Italia dopo essere fuggiti dall’Italia per aver sostenuto i moti liberali del 1820. Il padre, Gabriele Rossetti, era un poeta italiano. La madre, Frances Polidori, era la sorella del medico di Lord Byron, John William Polidori (autore de “Il vampiro”); la coppia allevò Christina e gli altri figli in un clima di grande fervore culturale, avvicinando precocemente i figli alla lettura di Dante Alighieri, Petrarca e altri scrittori classici italiani e degli autori contemporanei Keats, Scott, Ann Radcliffe e Matthew Lewis. La loro casa era frequentata da artisti, letterati e rivoluzionari italiani, la cui influenza ebbe un forte influsso sulla personalità di Christina e dei suoi fratelli.

Purtroppo col tempo, a causa di una malattia debilitante del padre, che lentamente lo portò alla morte, la famiglia subì un tracollo finanziario e la madre e i fratelli dovettero iniziare a lavorare; l’isolamento in cui si trovò a vivere la giovane Christina influì drasticamente sulla sua salute causandole un esaurimento nervoso e attacchi di depressione che la tormentarono per tutta la vita. Alla malattia fece seguito la conversione alla Chiesa anglicana: un evento importante nella vita della poetessa, considerando l’importanza che la devozione religiosa occupò nella sua vita da li in poi.

Nel 1847 iniziò a sperimentare varie forme di scrittura, ispirati dal tema della morte e della perdita, in conformità alla corrente romantica allora in voga; nel 1848 i fratelli di Christina fondarono, assieme a William Holman Hunt, John Everett Millais, Thomas Woolner e molti altri, il Movimento dei Preraffaelliti, un gruppo artistico d’avanguardia; scopo della Confraternita era quello di liberare la pittura dai rigidi formalismi che la pittura accademica aveva assunto dal Rinascimento in poi, per privilegiare uno stile che riecheggiava nelle forme lo stile essenziale tipico dell’arte medioevale; la stessa Christina posò spesso per il fratello Dante Gabriel: tra i quadri più famosi che la ritraggono il celebre “Ecce Ancilla Domini” oggi conservato alla Tate Gallery di Londra

Nel 1862 venne data alle stampe la sua collezione di poesie più famosa “Il mercato dei Goblin” (“Goblin Market and Other Poems”), subito accolta con grande entusiasmo dalla critica, forse ispirata al lavoro che svolse come volontaria dal 1859 al 1870 presso la casa di beneficenza di St Mary Magdalene a Highgate, un rifugio per ex prostitute.

Fra le numerose opere che diede alle stampe (si cimentò nella composizione di molteplici forme di versi) ricordiamo: “Sing-Song: A Nursery Rime Book” (1872) e i testi che ha scritto per due canti natalizi divenuti poi celebri nel Regno Unito: “In the Bleak Midwinter”, poi musicato da Gustav Holst e da Harold Darke, e “Love Came Down at Christmas”, musicato da Harold Darke e da altri compositori.

Sebbene non espresse mai in pubblico opinioni circa il suffragio femminile e altre tematiche, fu sempre schierata contro la guerra, la schiavitù, la crudeltà contro gli animali, lo sfruttamento sessuale delle minorenni e ogni forma di aggressione militare; preferì affidare le sue opinioni alle sue opere piuttosto che esprimerle direttamente, ma la sua posizione fu sempre ferma ed intensamente vissuta.

Dotata di una religiosità fervente e di una forte personalità, malgrado la salute cagionevole, dedico tutta se stessa all’impegno e alla poesia, ma in modo schivo e silenzioso, senza cercare la celebrità e i piaceri mondani (rifiutò tre proposte di matrimonio). La sua poesia riflette il suo carattere deciso ma schivo: dotata di uno stile estremamente espressivo e musicale, i suoi versi esprimono la sua tensione all’ascetismo anche se non riesce a celare, a volte, una delicata ma persistente tensione erotica.